La keyword research è il fondamento della SEO ecommerce. Senza un’analisi sistematica delle parole che il pubblico cerca davvero, le ottimizzazioni di pagine, contenuti e schede operano alla cieca. Si finisce per posizionarsi su keyword senza volume, per perdere opportunità su keyword adiacenti, per duplicare lavoro su query simili. Una buona keyword research, fatta una volta bene e aggiornata periodicamente, è il documento operativo che orienta tutta la SEO del sito.
Cos’è davvero una keyword research per ecommerce
Una keyword research efficace per un ecommerce produce tre output.
Una lista di keyword rilevanti per il business, con per ognuna: volume di ricerca mensile stimato, difficoltà SEO (quanto è competitiva), intento di ricerca, eventuale tendenza nel tempo.
Una mappatura keyword-pagina: ogni keyword (o gruppo di keyword correlate) viene assegnata a una pagina specifica del sito (categoria, sotto-categoria, prodotto, articolo blog). Evita la “cannibalizzazione” (due pagine che competono per la stessa keyword).
Una prioritizzazione: quali keyword lavorare per prime (alto volume, bassa difficoltà, alta rilevanza commerciale), quali in seconda battuta, quali ignorare.
Per il quadro generale della SEO ecommerce, il riferimento è il pillar su SEO per ecommerce.
Gli intenti di ricerca: la chiave della mappatura
Una keyword non è “una parola”. È l’espressione di un bisogno specifico del cliente. Capire l’intento dietro la ricerca permette di scegliere la pagina giusta da posizionare.
I quattro intenti tipici:
Informazionale: l’utente vuole capire o imparare. Esempi: “come scegliere scarpe da running”, “differenza tra cotone e lino”, “cosa serve per il trekking”. Le pagine adatte sono articoli di blog, guide all’acquisto, FAQ.
Commerciale (investigativo): l’utente sta valutando opzioni. Esempi: “migliori scarpe da running 2026”, “Nike Pegasus vs Adidas Boston”, “recensione zaino MT500”. Le pagine adatte sono recensioni, comparazioni, articoli “migliori X”.
Transazionale: l’utente vuole comprare. Esempi: “scarpe da running uomo”, “macchina da caffè automatica”, “comprare zaino trekking”. Le pagine adatte sono categorie ed eventualmente schede prodotto specifiche.
Navigazionale: l’utente cerca un sito o brand specifico. Esempi: “Decathlon online”, “Amazon scarpe Nike”. Le pagine adatte sono home, pagine brand sul proprio sito.
Per un ecommerce, le keyword transazionali e commerciali sono le più produttive sul piano del fatturato; quelle informazionali alimentano il top-of-funnel e costruiscono autorevolezza. Una buona strategia copre tutti gli intenti, distribuendoli sulle pagine giuste.
Gli strumenti per la keyword research
Esistono strumenti gratuiti e a pagamento per la keyword research.
Google Keyword Planner (gratuito con account Google Ads): mostra volumi di ricerca, suggerimenti di keyword correlate, indicazione di competitività su Google Ads (proxy della competitività SEO). Limite: dati di volume aggregati in fasce, non puntuali per chi non spende.
Google Search Console (gratuito): mostra le keyword per cui il proprio sito già appare nei risultati di ricerca, con click, impression, posizione media. Fonte preziosissima per ottimizzare quello che già porta traffico.
Ahrefs, Semrush, Moz (a pagamento, da 100-500 euro/mese): strumenti professionali con database enormi di keyword, difficoltà SEO calcolata, analisi competitor, opportunità non sfruttate. Per ecommerce serio è uno strumento dei più utili. Spesso si può iniziare con un trial gratuito.
Ubersuggest (versione gratuita limitata, a pagamento da 30-50 euro/mese): alternativa più accessibile a Ahrefs/Semrush, con buona copertura su keyword italiane.
AnswerThePublic (gratuito con limiti): mostra domande, comparazioni, preposizioni associate a una keyword. Utile per FAQ e contenuti che rispondono a query “long tail”.
Google Autocomplete e “Le persone hanno chiesto anche”: dati nativi di Google che mostrano cosa cercano davvero gli utenti.
Il metodo passo-passo per la keyword research
Una keyword research ecommerce ben fatta segue un metodo strutturato.
Step 1 — Brainstorm iniziale: lista le keyword “ovvie” del proprio business, partendo dalle categorie principali e dai prodotti hero. Esempio per un ecommerce di scarpe: “scarpe da running uomo”, “scarpe da running donna”, “scarpe trail running”, “scarpe da running ammortizzate”, “Nike Pegasus”, “Adidas Boston”.
Step 2 — Espansione: usa gli strumenti SEO per espandere ogni keyword in famiglie di keyword correlate. Da “scarpe da running uomo” emergeranno “scarpe da running uomo pronazione”, “scarpe running uomo per maratona”, “scarpe da corsa uomo amazon”, ecc.
Step 3 — Analisi competitor: vedi su quali keyword i competitor diretti sono posizionati. Ahrefs e Semrush hanno funzionalità dedicate (“backlink gap”, “keyword gap”) che mostrano dove i competitor portano traffico organico e tu no.
Step 4 — Valutazione di ogni keyword: per ogni keyword, registra volume di ricerca, difficoltà SEO, intento di ricerca, rilevanza commerciale per il tuo business.
Step 5 — Mappatura keyword-pagina: ogni keyword va assegnata a una pagina del sito. Categorie → keyword transazionali ampie. Schede prodotto → keyword di brand+modello. Blog → keyword informazionali. Guide all’acquisto → keyword commerciali. Per il dettaglio sulle pagine categoria, c’è SEO delle pagine categoria.
Step 6 — Prioritizzazione: non si può ottimizzare tutto subito. Si parte dalle keyword con miglior rapporto opportunità/difficoltà: keyword con volume sufficiente, difficoltà gestibile, alta rilevanza commerciale.
Step 7 — Aggiornamento periodico: la keyword research non è statica. Tendenze cambiano, nuove keyword emergono, competitor si muovono. Una revisione semestrale o annuale tiene la strategia allineata.
Errori comuni nella keyword research
Tre errori riducono drasticamente l’efficacia della keyword research.
Il primo errore è inseguire solo keyword ad alto volume. Le keyword con 100.000 ricerche al mese sono attraenti ma quasi sempre dominati da Amazon, Wikipedia, brand consolidati. Per ecommerce piccoli, keyword “long tail” con volumi più contenuti (500-2.000 ricerche) ma minor concorrenza producono traffico più rapido e qualificato.
Il secondo errore è la cannibalizzazione: due o più pagine del sito ottimizzate per la stessa keyword. Google si confonde su quale mostrare e nessuna delle due si posiziona bene. La buona prassi: una pagina = un cluster di keyword correlate, ogni keyword principale assegnata a una sola pagina.
Il terzo errore è la mancata considerazione dell’intento. Ottimizzare una pagina prodotto per una keyword informazionale, o un articolo di blog per una keyword transazionale, è uno sforzo che non porta risultati: il SERP è dominato da pagine dell’altro tipo. L’intento va sempre verificato con una ricerca manuale su Google.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per fare una buona keyword research?
Per un ecommerce piccolo-medio (50-200 SKU, 5-15 categorie principali), una keyword research iniziale completa richiede 2-5 giorni di lavoro. Per ecommerce più grandi, una-due settimane. È un investimento iniziale che produce valore per anni: la stessa keyword research, aggiornata periodicamente, orienta SEO, contenuti, advertising. Vale la pena dedicare il tempo necessario per farla bene.
Servono strumenti a pagamento per la keyword research?
Per partire seriamente sì, anche se solo per qualche mese di trial. Google Keyword Planner e Search Console gratis coprono le basi, ma per analisi competitor, difficoltà SEO calcolata, opportunità nascoste serve uno strumento come Ahrefs, Semrush o Ubersuggest. Investimento di 100-300 euro al mese per 2-3 mesi durante la fase di setup iniziale è di norma sufficiente per ecommerce piccoli. Sopra una certa scala, l’abbonamento continuativo è giustificato.
Le keyword in italiano si analizzano allo stesso modo di quelle in inglese?
Sì, con qualche specificità. Il mercato italiano ha volumi più piccoli di quello inglese: keyword italiane con 1.000-5.000 ricerche al mese sono di norma buone opportunità (mentre in inglese si lavora spesso con keyword da 10.000+). La concorrenza italiana è di norma più gestibile rispetto a quella anglofona dei big player globali. Strumenti come Ahrefs, Semrush, Ubersuggest coprono bene il database italiano.
Quanto spesso aggiornare la keyword research?
Una revisione completa una volta all’anno è il minimo. Per settori in rapida evoluzione (tech, moda, beauty), ogni 6 mesi. Aggiornamenti puntuali quando si aggiungono nuove categorie/prodotti al catalogo o quando emergono trend specifici (es. una nuova tipologia di prodotto che sta esplodendo nelle ricerche). Una buona keyword research è un documento dinamico, non un PDF fatto una volta e mai più aperto.